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Il blog di Guido Vitiello

Posts Tagged ‘Alfred Hitchcock

Soddisfatti o riesumati. Storie di tragicomiche dissepolture

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Soddisfatti o riesumati. Sarebbe un ottimo slogan per un’impresa di pompe funebri, e sfido chiunque a dire che sia fuor di tono: a cospetto della morte nulla val meglio dell’umor nero dei surrealisti, che è poi stretto parente dell’atra bile dei malinconici, e quella materia densa e scura ciascuno la estrae e la raffina come può. Soddisfatti o riesumati, ed è meglio per tutti, perché è dalle mezze sepolture che saltano fuori i guai peggiori – i non spirati, i vampiri, gli zombie, i revenant. Ecco, perché i revenant la smettano di rivenire occorre che siano morti per bene, che abbiano le coperte rimboccate, e che tutti siano concordi nel sigillare il feretro. Ed è qui che cominciano i problemi.

“Non potremmo fare almeno una riunione che non finisca con la riesumazione di un cadavere?”, si domanda esasperato il sindaco Quimby di Springfield, la città dei Simpson. E se questo è vero per un’immaginaria cittadina degli Stati Uniti, paese dove in fondo si riesce a convenire su una versione comune della storia, a mettere qualche punto fermo, figuriamoci in Italia, dove non c’è episodio che non sia oggetto di eterna contesa avvocatesca, non c’è contoversia storica che abbia un approdo certo, non c’è morto che muoia davvero. Qui riesumare è una triste necessità, e oltretutto il luogo del cadavere – quell’hic jacet che, diceva Michel Serres, ricorda tanto il Dasein heideggeriano, il dato elementare dell’“esserci” – è l’ultimo appiglio del senso di realtà, o se più piace il grado zero degli accadimenti, prima che vi si formi attorno la ragnatela delle interpretazioni. Leggi il seguito di questo post »

Cabaret Zizek. Il comunismo da tragedia a farsa a… [omissis]

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Può darsi che un anziano lavavetri polacco incontrato a un semaforo sia stato, nel suo paese, “il più grande specialista della preistoria del socialismo”, come nel film di Costa-Gavras La piccola apocalisse, deliziosa satira della sinistra intellettuale dopo il crollo del Muro. Un’altra soluzione satirica, perfino più rocambolesca, potrebbe essere questa: un barbuto filosofo sloveno diventa una popstar culturale nell’Occidente capitalista mettendo insieme Lenin e Lacan, anzi suonando le loro carcasse a mo’ di xilofono, come nella Skeleton Dance di Walt Disney. Sembra la trama di una commedia grottesca post-sovietica, ma è esattamente l’impresa che è riuscita, non si sa come, a Slavoj Zizek: rianimare cadaveri ideologici e teorici tra i più impresentabili con l’ausilio di film hollywoodiani, fumetti e cartoon. Lo hanno chiamato, non per caso, “il fratello Marx”, o l’“Elvis della teoria culturale”. Al politologo John Gray dobbiamo una formula impeccabile: “Il comunismo, non più confinato alle tetre riunioni di trotzkisti stagionati o alle lungaggini dei seminari accademici, è stato reinventato come una sorta di cabaret intellettuale”. Leggi il seguito di questo post »

Il dio assassino. Su una sequenza di “Tenebre”.

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Gli amici della rivista online Quaderni d’altri tempi mi hanno chiesto di commentare una sequenza di un film che mi fosse, per una ragione o per l’altra, particolarmente cara. Ne ho scelta una da Tenebre (1982) di Dario Argento. Per parlare del cinema moderno si usa spesso la formula arcinota di Alexandre Astruc, la caméra-stylo, la macchina da presa usata come una penna. Si tende a dimenticare che lo stilo è anche un pugnale. In cinque deliranti minuti, probabilmente i migliori di tutto il suo cinema, Argento fa riaffiorare questa antica identificazione. O almeno è quel che provo a sostenere in queste note, forse altrettanto deliranti. Leggi il seguito di questo post »

Written by unpopperuno

luglio 25, 2011 at 8:03 pm

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