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Il blog di Guido Vitiello

Posts Tagged ‘Charles Baudelaire

Soddisfatti o riesumati. Storie di tragicomiche dissepolture

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Soddisfatti o riesumati. Sarebbe un ottimo slogan per un’impresa di pompe funebri, e sfido chiunque a dire che sia fuor di tono: a cospetto della morte nulla val meglio dell’umor nero dei surrealisti, che è poi stretto parente dell’atra bile dei malinconici, e quella materia densa e scura ciascuno la estrae e la raffina come può. Soddisfatti o riesumati, ed è meglio per tutti, perché è dalle mezze sepolture che saltano fuori i guai peggiori – i non spirati, i vampiri, gli zombie, i revenant. Ecco, perché i revenant la smettano di rivenire occorre che siano morti per bene, che abbiano le coperte rimboccate, e che tutti siano concordi nel sigillare il feretro. Ed è qui che cominciano i problemi.

“Non potremmo fare almeno una riunione che non finisca con la riesumazione di un cadavere?”, si domanda esasperato il sindaco Quimby di Springfield, la città dei Simpson. E se questo è vero per un’immaginaria cittadina degli Stati Uniti, paese dove in fondo si riesce a convenire su una versione comune della storia, a mettere qualche punto fermo, figuriamoci in Italia, dove non c’è episodio che non sia oggetto di eterna contesa avvocatesca, non c’è contoversia storica che abbia un approdo certo, non c’è morto che muoia davvero. Qui riesumare è una triste necessità, e oltretutto il luogo del cadavere – quell’hic jacet che, diceva Michel Serres, ricorda tanto il Dasein heideggeriano, il dato elementare dell’“esserci” – è l’ultimo appiglio del senso di realtà, o se più piace il grado zero degli accadimenti, prima che vi si formi attorno la ragnatela delle interpretazioni. Leggi il seguito di questo post »

“La vita era pur sì bella”. Contro lo stile scorrevole

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Enumerando gli orrori del secolo (il suo, il diciannovesimo) Charles Baudelaire immetteva nel solito corteo di maiuscole impettite – il Progresso, la Virtù, il Vizio, gli Accademici, i Liberali – un ospite inatteso e inconsueto: lo stile scorrevole. Dio ci guardi dalla scorrevolezza. Una scrittura che abbia la lustra insignificanza di un corrimano è, in letteratura, l’altro nome del male.

Leggevo, per la mia rubrica, la recensione di un libro che non ho letto, di una scrittrice che non amo, pubblicato da un editore di cui disapprovo l’intero catalogo. Vi si diceva che la fluency è il meglio che si possa augurare a uno scrittore: se le parole sgorgano via naturali, è probabile che siano buone parole. È vero piuttosto il contrario: più il corso della scrittura è impetuoso, più facilmente trascina con sé detriti di luoghi comuni e lische di parole spolpate. Leggi il seguito di questo post »

Written by unpopperuno

ottobre 16, 2010 at 10:39 am

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